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Villa Vi

Progetto di ristrutturazione integrale per una Struttura Extra Alberhiera in Sardegna.

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BRIEF

Villa Vi è il progetto di ristrutturazione integrale di una villa in Sardegna costruita negli anni ’60 sul litorale del Golfo degli Angeli a Flumini (Quartu Sant’Elena) e da adibire a struttura ricettiva extra alberghiera. Al momento dell’intervento la Villa, sviluppata su tre piani di 100 mq ciascuno, si trovava in stato di abbandono ma le arcate triangolari ad angolo acuto (circa 80°) che delimitavano i porticati al piano terra e primo piano sui prospetti nobili spiccavano per il loro impatto tettonico sul volume dell’edificio. Proprio la topologia di queste aperture poligonali è stata reinterpretata in modo deciso divenendo la traccia generatrice per l’intero progetto di architettura, dal landscape del giardino, agli interni fino alla collezione di arredi personalizzati POLYHEDR.a.

Seguendo un approccio sistemico, abbiamo lavorato per valorizzare morfologicamente i caratteri topologici preesistenti e definire un rapporto continuo tra interno, esterno e arredo sfocandone i rispettivi confini fisici. Uno degli obiettivi primari è stato infatti di offrire un’esperienza architettonica immersiva. Per questo, abbiamo ridefinito il modo di vivere gli spazi valorizzando il legame tra architettura e tempo al di là delle semplici necessità utilitaristiche.

Il lavoro di design-reserach ha dunque messo a suo servizio le tecnologie progettuali e produttive attualmente più avanzate per far si che l’architettura e l’esperienza proposta divenissero fattori determinanti per la scelta della struttura da parte dei futuri ospiti. Da qui sono derivate proposte progettuali e costruttive che hanno richiesto l’elaborazione di analisi ambientali computazionali, di soluzioni costruttive non-standard, di dettagli costruttivi di alta precisione e dell’integrazione di lavorazioni artigianali con processi di fabbricazione digitale robotica eseguiti direttamente nel nostro laboratorio interno.

LANDSCAPE PERFORMATIVO

Sebbene la villa occupasse una posizione quasi baricentrica rispetto al giardino non presentava nessuna relazione architettonica con gli spazi circostanti; questa disconnessione è apparsa subito un’opportunità di progetto. Si è così studiato un pattern che organizzasse il giardino creando un legame sistemico tra spazi esterni, edificio principale e spazi interni. Inoltre, l’architettura in se, per forma e materia, doveva assumere un ruolo fondamentale per creare passivamente un microclima favorevole al benessere degli ospiti nelle varie stagioni e offrire un’esperienza abitativa rigenerante.

Il progetto del giardino deriva dallo sviluppo di un processo di occupazione degli spazi informato da una simulazione computazionale dell’irraggiamento solare che ha reso misurabile il comportamento dello scenario di progetto nel tempo, rivelando le aree più soleggiate e calde d’estate e quelle più buie e umide in inverno. Allo stesso tempo, la trama delle facciate con le arcate triangolari è stata proliferata sul terreno creando una nuova maglia sviluppata poi nelle tre dimensioni in relazione ai dati dell’analisi. La trama del landscape ha così guadagnato la sua articolazione spaziale in terrazze con caratteristiche funzionali e materiche eterogenee che danno profondità allo spazio valorizzando le dimensioni contenute del giardino e accentuando la percezione dei dislivelli rispetto al reale lieve dislivello utile di soli 50cm.

L’analisi ambientale stessa ha guidato la differenziazione dei materiali delle varie zone. Ad esempio, le zone umide sono caratterizzate da una pavimentazione permeabile per migliorare il drenaggio dell’acqua piovana, allo stesso modo le specie arboree e le varie aree verdi seguono una logica organizzativa legata all’esposizione e all’irraggiamento. Ancora, la piscina giace nell’area col maggior irraggiamento nel periodo estivo, aiutando a mitigare l’effetto delle alte temperature, mentre al suo interno è stata ricavata una seduta sommersa che occupa l’unica posizione sul lotto da cui si può osservare il tramonto, ora sotto il refrigerio delle cascate a lama integrate nel bordo piscina che funge anche da schienale.

Proprio l’avvicendarsi tra terrazze, percorsi e vegetazione, dove quest’ultima assume una valenza architettonica nella qualificazione degli spazi, crea gli ambienti per il raccoglimento, per lo svago, per la lettura e per il relax che caratterizzano Villa Vi.

LE CAMERE DEGLI OSPITI E LA COLLEZIONE DI ARREDI INDIVIDUALE.

Le camere principali per gli ospiti sono caratterizzate da un layout adattabile il cui elemento fondamentale è una parete divisoria polifunzionale che ne organizza lo spazio senza soluzioni di continuità. Poiché la struttura ricettiva sarebbe stata particolarmente attiva nel periodo estivo, alle docce è stata conferita una valenza architettonica oltre che utilitaristica: progettate come volumi a tutta altezza integrate lungo la partizione, ma separate dal vano principale del bagno così da renderne l’uso indipendente e trasformarle in elemento baricentrico.

Il divisorio nel quale il volume delle docce è integrato ospita due porte a libro totalmente a scomparsa; la prima serve da chiusura per il bagno mentre la seconda separa il disimpegno della doccia dalla stanza in caso di necessità. Sul lato esterno invece, la superficie rivolta alla camera si trasforma in una parete attrezzata ibrida che integra in un unico elemento le funzionalità di vari accessori per il comfort degli ospiti come la scrivania, un sistema di mensole e un ripiano porta valigia di cortesia.

La collezione di arredi POLYHEDR.a, di cui questi pezzi fanno parte, include anche i totem installati nei corridoi per marcare gli accessi alle stanze con un sistema di illuminazione d’ambiente integrato. A differenza delle pareti attrezzate, realizzate interamente in legno multistrato di Betulla, i totem sono stati costruiti sperimentando l’accoppiamento e la finitura senza soluzione di continuità tra pannellature in MDF laccato e betulla con finitura naturale.

La collezione POLYHEDR.a è stata creata esplicitamente per Villa Vi, ed è il risultato di un lavoro di ricerca e sviluppo mirato a valorizzare tanto l’approccio progettuale computazionale quanto la procedura di fabbricazione robotica a sei assi con taglio a sega circolare tanto che nessuno degli arredi sarebbe stato producibile con metodi artigianali tradizionali.

In fine, ogni stanza è dotata di un mobile multifunzione progettato come estensione dei divisori centrali con guardaroba, frigorifero a incasso e letto ribaltabile a scomparsa, di una console con TV a scomparsa progettata come estensione del letto (unico arredo di derivazione industriale), e di testiere dei letti personalizzate con comodini a doppio ripiano in lamiera piegata.

APPENDICE

POLYHEDR.a + POLYHEDR.a/r
Legno Digitale + Cemento Digitale.

Gli arredi POLYHEDR.a e il sistema di casseratura per componenti in c.a. POLYHEDR.a/r (reverse) sono tanto un’innovazione di prodotto quanto di processo che consente usi innovativi di materiali tradizionali grazie ad un approccio sistemico all’architettura, all’ingegneria e alla produzione. I due sistemi sono espressione completa e originale della design-research di ALO mirata allo studio di processi computazionali per la prefabbricazione non seriale.

Fondati su un pensiero computazionale, con questi due sistemi adattabili abbiamo voluto valorizzare l’adozione di macchinari nati per la produzione industriale di massa, reinterpretandone l’uso secondo la logica della fabbricazione digitale che lega progetto e prodotto in modo non lineare a favore della differenziazione. Lo sviluppo del processo di fabbricazione robotica ha così acquisito così una valenza umanistica diventando tanto una necessità tecnologica quanto uno strumento di pensiero che non sostituisce l’uomo ma che piuttosto ne aumenta le capacità di pensiero.

Applicato per la prima volta nel progetto di ristrutturazione della struttura extra-alberghiera “Villa Vi”, il lavoro di ricerca ha avuto come scopo primario la realizzazione di elementi architettonici rifiniti con caratteristiche morfologiche, materiche e costruttive tali da esistere solo in quanto risultato di un processo integralmente computazionale di disegno e fabbricazione.

Mentre il sistema di progettazione parametrica automatizzata POLYHEDR.a/r è stato sviluppato per produrre morfologie poliedriche con aspetto monolitico e finitura in legno naturale, la cassaforma POLYHEDR.a/r è destinata a produrre elementi in calcestruzzo con finitura liscia senza i segni estetici lasciati dai sistemi di casseratura tradizionali (il cui modulo non segue mai la geometria delle parti). Questi obiettivi hanno portato in entrambi i casi alla scelta del giunto “Quartabuono” per l’assemblaggio degli elementi costruttivi.

Questo tipo di giunzione è adottata in carpenteria tra elementi che debbano formare un angolo retto mantenendo le sezioni del materiale non visibili per conferire continuità al venaggio del legno. Tuttavia, quando si devono realizzare figure poliedriche irregolari, sia concave che convesse e con più di tre facce convergenti su uno spigolo emergono complessità geometriche che rendono impossibile la progettazione e la realizzazione delle parti con processi tradizionali. Questo, insieme al requisito di adattabilità (per far si che il progetto dei componenti degli arredi potesse essere adattato alle misure differenti delle stanze in modo automatizzato), ha reso l’ideazione di un sistema di disegno automatizzato e la fabbricazione digitale delle parti con taglio robotizzato a 6 assi una necessità.

Pertanto è stato creato un applicativo che permette al progettista di lavorare su una figura poliedrica semplificata, una pelle sfaccettata senza spessore, per definire facilmente la conformazione dell’oggetto seguendo il feedback della verifica interattiva (fornita dal software) del rispetto dei valori minimi degli angoli compresi tra le facce così che i limiti di produzione e assemblaggio previsti siano sempre rispettati. Definita la morfologia, il programma elabora in maniera totalmente automatizzata il prototipo digitale trasformando le facce semplici in elementi 3D dotati di spessore e di tutte le informazioni per la produzione. Nel caso in cui progettista modifichi il disegno, i dati esecutivi vengono ricalcolati; tra disegno e produzione vi è dunque un flusso continuo di dati.

Fondamentale in POLYHEDR.a, il sistema riconosce l’orientamento nello spazio delle singole facce della morfologia e, per la messa in produzione, le orienta sul piano XY rispetto alla direzione del venaggio del foglio di legno da lavorare. Questa funzionalità sofisticata fa si che, ad assemblaggio ultimato, il venaggio risulti unidirezionale aumentando la percezione monolitica.
In definitiva, tanto l’approccio computazionale al disegno quanto alla produzione sono diventate condizioni senza le quali non sarebbe stato possibile ottenere il risultato atteso.

Brief

+ Photographer

Marco Verde

+ Year

2017-2018

+ Location

Flumini, Quartu Sant'Elena (CA), Italy

+ Keywords

Ristrutturazione Villa in Sardegna, Progettazione strutture extraalberghiere, Progettazione giardini, Robotic Fabrication, Birch Plywood, Advanced Wood construction, Computational Design and Environmental Analysis, Parametric-Associative Design