TRIA: Un nuovo concept di cassetta elettrica stradale avanzata per i centri storici
Una cassetta elettrica stradale progettata come oggetto urbano: per contesti storici ad alta sensibilità, dove funzione e presenza devono convivere.
Siamo orgogliosi di annunciare che Indra Italia S.p.A. ha acquisito la proprietà intellettuale del nostro design per TRIA, una cassetta elettrica stradale urbana modulare e personalizzabile, pensata per i contesti sensibili dei centri storici italiani e, più in generale, per gli spazi urbani ad alta complessità architettonica. Nella sua prima declinazione, TRIA è stata sviluppata per il centro storico di Roma a partire da una richiesta specifica di Indra Italia: tradurre un concept tecnico in un oggetto capace di rispettare identità culturale e paesaggio costruito, senza compromessi su sicurezza, manutenzione e performance.
L’obiettivo progettuale è stato netto: superare la qualità dei dispositivi oggi diffusi, spesso risolti come pura “scatola tecnica”, pensati per assolvere una funzione impiantistica ma privi di attenzione all’impatto visivo e alla relazione con contesti fragili, dove ogni elemento aggiunto entra inevitabilmente nel racconto urbano.
Dal concept alla realizzazione: un design che ascolta la città, oltre la pura utilità
TRIA nasce dall’osservazione della geometria stratificata e silenziosa della città storica e dei segni architettonici che ne scandiscono la quotidianità: archi, linee, curve. Questo vocabolario formale si intreccia con l’identità grafica del gestore dei servizi pubblici: un logo che, dalla ripetizione delle tre “C” — acqua, energia e ambiente — evolve nel segno del PIN, la “goccia” che indica luogo e presenza sul territorio.
Sono forme che i cittadini riconoscono senza pensarci, nei percorsi, nella segnaletica e nelle mappe. Dentro questa grammatica urbana c’è un’icona che ha trasformato una necessità tecnica in un gesto civile: i Nasoni, le fontanelle del centro storico di Roma. Nati con Roma Capitale per portare l’acqua pubblica nella vita quotidiana, non sono solo arredo: sono un sistema diffuso e affidabile, progettato per la salute e l’igiene e per dare respiro alla rete idrica riducendone la pressione. Un oggetto minimo, capace di diventare rituale urbano.
È questa lezione che TRIA raccoglie e porta nel presente, non in modo mimetico ma operativo. La forma cilindrica dei Nasoni, scandita da una sequenza di modanature, costruisce un chiaroscuro netto e misurato: un codice generativo che diventa la pelle stratificata di TRIA.
Qui la luce è il driver percettivo che attiva il volume e ne rende leggibile la presenza nello spazio pubblico. La profondità della stratificazione è volutamente contenuta, ma risulta più intensa grazie al controllo del ritmo tra lamelle e vuoti, delle riflessioni e delle ombre.
Non è decorazione. È una micro-architettura che definisce l’identità del prodotto, migliora la percezione urbana e integra una funzione decisiva: un sistema di ventilazione anti-intrusione progettato per proteggere i dispositivi elettronici ospitati dal cabinet.
Luce come materiale del progetto e linguaggio urbano
In TRIA la luce, naturale di giorno e artificiale di sera, diventa materia primaria di progetto. La pelle stratificata, con le sue curve e sfaccettature, cattura la luce, genera ombre e riflessi, e restituisce un oggetto dalla presenza variabile, coerente con il mutare delle condizioni ambientali. Di notte, un sistema LED integrato attiva una seconda lettura del volume, rafforzando visibilità e riconoscibilità e trasformando TRIA in un presidio urbano capace di richiamare l’attenzione quando necessario.
Modularità e personalizzazione: una piattaforma scalabile per contesti diversi
Pur essendo nato come risposta al centro storico di Roma, TRIA è progettato come una piattaforma modulare e personalizzabile. Il cabinet integra una base inferiore di isolamento dal suolo con telaio anti-ribaltamento, e un modulo superiore predisposto per diverse configurazioni tecnologiche. Un guscio primario in policarbonato riciclato protegge i componenti interni da urti e agenti atmosferici, mentre la pelle esterna lamellare si declina in altezze e proporzioni differenti a partire da un numero limitato di elementi standard. Questo approccio ottimizza produzione e gestione dell’inventario e garantisce continuità di linguaggio, adattabile a molteplici scenari urbani.
Dal cabinet all’interfaccia urbana connessa
TRIA non si limita a custodire apparati elettrici: è concepito come dispositivo urbano polifunzionale. Oltre alla configurazione impiantistica, il design prevede una versione Digital Signage con display di grande formato integrato nel modulo superiore. In questa declinazione TRIA diventa un’interfaccia urbana connessa, capace di veicolare informazioni di servizio, comunicazioni istituzionali e contenuti dedicati, in coerenza con le logiche della smart city. Il cabinet diventa così un punto fisico di contatto tra servizi e spazio pubblico.
Un design pensato per gli operatori e per la città
TRIA è stato progettato per facilitare le attività sul campo: ripiani ribaltabili interni integrati e un sistema di ancoraggio per un ombrello di protezione da sole o pioggia migliorano ergonomia e comfort durante la manutenzione. Il guscio tecnico interno, che contiene morsettiere e cablaggi, è sospeso su un telaio anti-ribaltamento per resistere meglio agli urti accidentali, tipici delle manovre di parcheggio. In questo modo la componentistica si “disaccoppia” dal terreno e assorbe meglio le spinte laterali, riducendo il rischio di danni.
Prototipazione rapida in-house e verifica sul campo
Grazie al sistema di servizi integrati offerti da ALO, il rapido sviluppo del progetto è stato ampiamente supportato dalla possibilità di produrre nel nostro laboratorio interno di fabbricazione digitale tutte le parti necessarie per due prototipi, in scala 1:4 e in scala 1:1. Il prototipo 1:4, realizzato tramite stampa 3D SLA ad alta risoluzione in resina, è stato determinante per individuare criticità e definire strategie di produzione e assemblaggio. Fin dalle prime fasi, l’obiettivo è stato incorporare nel disegno parametri compatibili con la produzione in serie.
Il prototipo 1:1, realizzato tramite stampa 3D FDM in ABS, ha corroborato le scelte adottate e si è rivelato particolarmente efficace per verificare dal vivo l’interazione tra corpo del cabinet e luce naturale e artificiale.
Il futuro del progetto: dalla prototipazione alla produzione
Con l’acquisizione della proprietà intellettuale da parte di Indra Italia S.p.A., TRIA entra ora nella fase di produzione su larga scala. Il design, nato come concept e prototipo, passa alla realizzazione e all’installazione. Le tecniche di fabbricazione digitale e stampa 3D potranno contribuire ad una produzione di serie contemporanea, migliorando qualità, adattabilità del prodotto e uso ad alto valore aggiunto di materie prime seconde?
